Odontoiatria Olistica

Dott. Corsini Chiara Sofia
IMPLANTOLOGIA E CHIRURGIA ORALE


Sono entrambe branche chirurgiche che lo studio fornisce, tramite odontoiatri esperti, per quanto riguarda qualsiasi patologia e problematica del distretto buccale, nei casi in cui le tecniche chirurgiche siano indispensabili. (vedi sezione "il Team")

Particolari considerazioni sono da farsi per quanto riguarda la chirurgia estrattiva, sia dei terzi molari (conosciuti volgarmente come "denti del giudizio") che di altri elementi dentari.
Ci sono casi in cui l'indicazione all'estrazione dei denti è indiscutibile, ma ci sono molte occasioni in qui, tale terapia, è assolutamente incongrua e poco consigliabile. Ad esempio, estrarre terzi molari, per "prevenire" (quando non si sa neppure se e quando l'evento si verificherà) l'eventuale affollamento o malposizionamento dei denti anteriori, cosi come per scongiurare recidive dopo ortodonzia, è secondo l'Odontoiatria olistica un over-treatment, per non dire un danno per il paziente. Perché? Per svariate motivazioni che in questa sede si possono solo ipotizzare in quanto ogni caso è a sé. Di certo per tutti vale comunque il concetto di "forzatura"che si va ad esercitare sull'odontone di cui il dente estratto fa parte e, naturalmente, al Meridiano di agopuntura associato, con una conseguente modificazione indotta dall'esterno allo scorrere energetico da e per l'organo corrispondente (vedi sezione "Correlazione denti-organi"). Si può inoltre ipotizzare il medesimo tipo di effetto sull'aspetto emozionale legato al Meridiano stesso.
E' comunque ormai risaputo a livello accademico che, contrariamente a quanto si riteneva fino a 20 anni fa, il terzo molare non è la causa di affollamento dentario o di recidiva delle terapie ortodontiche: i fattori che vi concorrono sono altri, come la discrepanza dento-alveolare, la predisposizione genetica ad avere denti di grandi dimensioni e basi ossee di dimensioni non congrue a contenere tutti gli elementi dentari, problematiche posturali di vario tipo. Quando, purtroppo, in alcuni casi, si è costretti a rimuovere il terzo molare o i primi premolari (per guadagnare spazio in arcata) si potrà però avvalersi di attenzioni concomitanti atte a diminuire il più possibile il "danno" che si va a creare con la manovra estrattiva, in modo tale che, alla fine, il vantaggio deve essere sempre superiore dello svantaggio.

Implantologia: tramite essa si ha la possibilità di sostituire elementi dentari mancanti tramite protesi fissa su impianti o dare ancoraggio ad una protesi mobile.
Le tecniche chirurgiche e i materiali utilizzati sono sperimentati da anni per cui sicuri dal punto di tecnico-operativo.
Il materiale costitutivo degli impianti è generalmente il Titanio. Esistono anche gli impianti in Zirconio che spesso ci vengono richiesti quale alternativa al Titanio, in quanto metallo ma, essendo lo Zirconio, nonostante appaia di colore bianco, è un metallo anch'esso...noi quindi preferiamo utilizzare, a parità di costituzione metallica, gli impianti in Titanio in quanto rimangono, a tutt'oggi, i più testati nel tempo tramite precisi protocolli.

La valutazione particolare che lo studio aggiunge alle basilari e primarie indicazioni e controindicazioni mediche alla terapia implanto-protesica, riguarda la sede (quindi l'Odontone") in cui andrebbero inseriti.
Il punto focale sarà quindi la valutazione dell'equilibrio energetico presente nel Meridiano di agopuntura che transita nella zona potenziale sede impiantare. Tale successivo stadio di valutazione potrà essere effettuato tramite test EAV (ElettroAgopuntura sec. Voll) con il quale possiamo indagare lo stato energetico del Meridiano in questione ed eventualmente approntare una terapia omeopatica-omotossicologica di supporto atta a riequilibrare l'eventuale squilibrio riscontrato.

A volte, qualora le indicazioni portassero in tal senso, si potrà anche decidere di non ricorrere alla terapia impiantare ma di avvalersi di altre soluzioni.